E subito dal cavallo nacque un asino, sopra il quale c’era un quinto cavaliere, piccolo e tozzo, dalla grande testa e il suo nome era Ignoranza e gli fu dato il potere di togliere la saggezza dalla terra e di far sì che gli uomini non si capissero più fra di loro.
giovedì 4 marzo 2010
Cronache dal formicaio anteprima
Clotilde, ti amavo. Amavo il tuo canto mattutino. Ascoltavo rapito il dolce suono della tua voce. Sempre alla stessa ora cantavi, seguendo qualche misterioso ritmo dentro di te. E dipingevi. Dipingevi quel quadro infinito, pieno di colori, come te, sempre allegra, sempre piena di voglia di vivere. E io per questo ti amavo, Clotilde. Un filo ci legava, indissolubilmente, e mai e poi mai avrei pensato che si potesse rompere. Come la tua testa, Clotilde, quando te la ruppi, un mattino, mentre dipingevi e cantavi. Ero troppo rapito, non mi seppi controllare. Addio, Clotilde, ti amavo.
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